21/08/2011

Contribuenti senza privacy

Negli ultimi anni sono state introdotte numerose disposizioni che hanno consentito all'amministrazione finanziaria, da un lato, di acquisire un'enorme mole di informazioni nei confronti dei contribuenti, e, dall'altro, di utilizzare potestà sempre più penetranti per il contrasto all'evasione fiscale.
Si tratta di misure che in genere limitano di molto il diritto alla riservatezza del contribuente ma che hanno trovato giustamente giustificazione nella necessità di un adeguato contrasto dell'evasione fiscale. In molti casi si è di fronte ad informazioni ed a poteri che non hanno uguali negli altri Stati. Basti pensare che attualmente l'agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza per ciascun contribuente, oltre a tutte le informazioni contenute nelle dichiarazioni (redditi, costi, spese, volume di affari, ecc) possono conoscere in tempo reale sia la proprietà di immobili, beni mobili registrati (auto, moto, eccetera), sia la stipula di negozi giuridici sottoposti a registrazione (mutui, finanziamenti, locazione, leasing, donazioni, successioni, eccetera).
Gli uffici dispongono poi di informazioni che vengono comunicate da altre amministrazioni, enti e società nei confronti di ciascun contribuente: contratti e consumi di energia elettrica, acqua, gas, stipula di assicurazioni, pagamenti di contributi, iscrizioni ad albi, ordini, comunicazioni delle camere di commercio.
Di recente, poi, con il cosiddetto "spesometro" le banche dati dell'amministrazione si arricchiranno, quanto prima, anche di tutti gli acquisti che ciascun contribuente farà per somme non inferiori a 3.000 euro.
A questo enorme patrimonio informativo, occorre poi aggiungere ulteriori dati che negli anni l'amministrazione ha acquisito con richieste dirette agli interessati.
Si tratta dei contribuenti che frequentano circoli prestigiosi, centri ippici, che hanno figli in scuole private, informazioni su viaggi di lusso, sull'acquisto di piscine, sulla frequentazione di centri di benessere esclusivi, eccetera.
Oltre a questo patrimonio informativo, a disposizione immediata del fisco per ciascun contribuente, occorre poi aggiungere tutti i poteri conferiti ai funzionari per eseguire i controlli che incontrano rarissime limitazioni.
Si va così dalla possibilità di accedere a casa, nell'azienda o nello studio del contribuente anche contro la sua volontà per eseguire ricerche ed ispezioni, di acquisire qualunque tipo di documento anche in deroga al segreto professionale, di eseguire ricerche in cassetti, armadi, casseforti. I verificatori hanno poi la possibilità di richiedere informazioni ai fornitori ed ai clienti del contribuente, a terze persone, a società di assicurazioni, a pubbliche amministrazioni, eccetera.