11/09/2011

Come sturare il lavandino della cucina

Imprevedibile e fastidioso: quando si ottura il lavandino della cucina, dobbiamo subito risolvere il problema e trovare la soluzione che possa farlo in modo duraturo. Sapone e piccoli residui dei nostri pasti possono creare una vera e propria poltiglia, che si deposita lungo il tubo di scarico. Con il passare del tempo si può quindi formare un tappo che impedisce all’acqua di defluire attraverso il buco di scarico e a quel punto dobbiamo intervenire. Non è necessario allarmarsi eccessivamente e ricorrere all’aiuto di un idraulico: possiamo infatti provvedere autonomamente. Ci sono diverse soluzioni che possiamo adottare, senza ricorrere ai prodotti chimici in commercio; se non riusciamo subito con un sistema, non disperiamoci, proviamo con un altro.
Tuttavia se il lavandino dovesse continuare a rimanere otturato, allora valutiamo la possibilità di chiamare il tecnico.

Come fare
Difficolta': Moderatamente facile

Necessario

  • Una ventosa di gomma 12 cm
  • Una sonda o molla da idraulico
  • Soda caustica in granuli
  • Una pentola
  • Acqua
  • Guanti da lavoro

1 PRIMO METODO: Andiamo da un ferramenta e compriamo una sonda o molla per idraulici, per una lunghezza di almeno 5 metri.

2 Tornati a casa, infiliamo la sonda dentro il buco di scarico e iniziamo a spingerla dentro il tubo. Quando raggiungiamo il punto di otturazione, giriamo la molla e proviamo a spingere oltre. Tiriamo su la molla.

3 Sulla punta della molla dovrebbe esserci il residuo del tappo che ottura il tubo. Ripuliamola e ripetiamo l’operazione un paio di volte.

4 Proviamo se lo scarico funziona, aprendo il rubinetto. Se l’acqua scorre abbiamo risolto il problema.

5 SECONDO METODO: Compriamo una ventosa di gomma dal diametro di circa 12 cm.

6 Riempiamo il lavandino di acqua fino a metà.

7 Poniamo la ventosa sul buco di scarico e iniziamo a fare pressione tirando su velocemente. Ripetiamo finché lo scarico si libera.

8 TERZO METODO: Prendiamo una pentola. Riempiamola di acqua e mettiamola bollire sul fuoco.

9 Indossiamo guanti da lavoro e versiamo circa 150 gr di soda caustica in granuli dentro il tubo di scarico.

10 Apriamo le finestre della cucina per far uscire i vapori tossici sprigionati della soda caustica a contatto con l’acqua bollente.

11 Quando l’acqua sta bollendo, togliamola da fuoco.

12 Tratteniamo una boccata d’aria per evitare di respirare i vapori tossici e velocemente versiamo l’acqua nel lavandino, cercando di mantenerci alla maggiore distanza possibile mentre facciamo questa operazione.

13 Usciamo dalla stanza e rientriamo dopo qualche minuto. Proviamo lo scarico. Se ancora l’acqua non defluisce ripetiamo l’operazione almeno un’altra volta.

Come deumidificare la casa

Un alto tasso di umidità, determinato dalla particolare condizione climatica del luogo di residenza, o sviluppatosi in stanze più soggette ad essere umide e scarsamente arieggiate come ad esempio la cucina, il bagno o la cantina, è all’origine della formazione di muffe e crea l’habitat ideale per il proliferare di acari e microbi. Dunque oltre a danneggiare pareti e mobilio, l’umidità è un fattore ambientale rischioso per la salute di tutta la famiglia: il proliferare di muffe e acari può infatti causare l’insorgere di allergie; inoltre un alto tasso di umidità (oltre il 60%) causa una immediata dispersione della naturale traspirazione dell’organismo e se abbiamo anche una temperatura intorno ai 25° C si avverte una sensazione di caldo afoso; un tasso di umidità troppo alto o troppo basso, può influire in modo negativo sull’apparato respiratorio. Una soluzione per mantenere all’interno delle pareti di casa un tasso di umidità relativa (ovvero la quantità d’acqua presente nell’aria ad una precisa temperatura) costante e adeguato, è quella di utilizzare un deumidificatore o un climatizzatore con la funzione “deumidificatore”. La casa e i suoi abitanti ne trarranno indubbio beneficio.

Come fare
Difficolta': Facile

Necessario

  • Deumidificatore
  • Condizionatore d’aria

1 Quando acquistiamo un deumidificatore, accertiamoci sempre che sia dotato del marchio IMQ, che ne certifica la sicurezza.

2 Nell’uso del deumidificatore, dobbiamo tenere conto dell’umidità relativa: se preferiamo un ambiente con temperature basse, regoliamo il termostato su temperature comprese tra i 18° e i 19° C; regoliamo anche il livello di umidità relativa, che dovrà essere di circa 80%-90%.

3 Se invece preferiamo un ambiente con temperature più alte, fino a 23° C, l’umidità relativa deve essere bassa, intorno 20%-25%.

4 I deumidificatori possono essere di tipo meccanico-refrigerativi o essiccativi. Il primo tipo è indicato in zone con temperature elevate (non consigliato in zone con climi rigidi). Il secondo tipo è invece consigliato nelle zone con temperature basse e con un basso tasso di umidità relativa.

5 Durante le operazioni di pulizia e manutenzione è opportuno staccare la presa elettrica.

6 Svuotiamo il serbatoio del deumidificatore meccanico-refrigerativo, e gettiamo l’acqua raccolta. Se invece utilizziamo il deumidificatore essiccativo, sostituiamo il materiale essiccante.

7 Se non utilizziamo per molto tempo il deumidificatore, ricordiamoci di svuotare i serbatoi e staccare la presa elettrica.

8 Quando puliamo il deumidificatore esternamente, stacchiamo la presa di corrente e usiamo un panno inumidito.

9 Non usare troppo a lungo il deumidificatore e arieggiare quando è possibile gli ambienti.

10 Se utilizziamo il condizionatore in funzione “deumidificatore”, accertiamoci che i filtri siano sempre puliti: respireremo un’aria pulita e senza batteri e impurità.

Come fare a preparare il tiramisù tradizionale

Uno dei dolci tipici della tradizione italiana è sicuramente il tiramisù: semplice e veloce da preparare, le sue origini risalgono al XVII secolo, quando il Granduca di Toscana, Cosimo III De’ Medici, decise di trascorrere qualche giorno a Siena. I pasticceri senesi vollero quindi omaggiare il Granduca con un dolce che fosse molto gustoso e allo stesso tempo semplice. Ne nacque la “zuppa del duca”, la cui ricetta Cosimo volle portare con sé a Firenze e da lì si diffuse fino a Venezia. Il dolce era particolarmente apprezzato per le sue proprietà afrodisiache, e per questo venne maliziosamente ribattezzato col il nome tiramisù.
Oggi ne esistono diverse varianti, ma qui riportiamo la ricetta tradizionale, tanto apprezzata dal Granduca di Toscana.


Immagine come fare
Come fare
Difficolta': Moderatamente facile

Necessario

  • 300 g Savoiardi
  • 500 g Mascarpone
  • 5 Uova freschissime
  • 150 g Zucchero a velo
  • 250 g Cioccolato fondente
  • 300 ml Caffè ristretto
  • 30 g Cacao amaro in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • Una grattugia
  • Un piatto
  • Due terrine
  • Una frusta elettrica
  • Una forchetta
  • Un cucchiaio di legno
  • Una pirofila rettangolare con i bordi alti
  • Un colino a maglie fitte

1 Grattugiamo su un piatto il cioccolato fondente, con l’aiuto di una grattugia.

2 Separiamo i tuorli dagli albumi in due terrine differenti. Con l’aiuto di una frusta elettrica, montiamo i tuorli con lo zucchero a velo. Dovrà risultarne una crema bianca e spumosa.

3 Montiamo a neve, con la frusta elettrica, solo 3 albumi con un pizzico di sale.

4 In una terrina, lavoriamo il mascarpone con una forchetta e uniamolo delicatamente agli albumi montati a neve.

5 Uniamo il composto del mascarpone e degli albumi a quello dei tuorli con lo zucchero. Amalgamiamo delicatamente i due composti servendoci di un cucchiaio di legno. Facciamo dei movimenti dal basso verso l’alto, in modo da non smontare la consistenza spumosa del composto ottenuto e ottenere così una crema densa e corposa.

6 Bagniamo velocemente i savoiardi, immergendoli nel caffè.

7 Prendiamo la nostra pirofila e stendiamo un sottile strato di crema sul fondo. Su di esso adagiamo i savoiardi uno accanto all’altro.
Dopo aver fatto lo strato di savoiardi, ricopriamo nuovamente con uno strato di crema e spolverizziamolo con il cioccolato fondente grattugiato. Proseguiamo con gli strati fino al bordo della pirofila.

8 Livelliamo l’ultimo strato di crema con un cucchiaio di legno, e spolverizziamolo con il cacao amaro passato attraverso un colino a maglie fitte, e con il cioccolato fondente grattugiato.

9 Mettiamo in frigo per almeno 2 o 3 ore prima di servire in tavola.