28/01/2012
Eni colloca bond a tasso fisso da un miliardo
Eni ha lanciato oggi con successo un'emissione obbligazionaria a tasso fisso del valore nominale di 1 miliardo di euro collocata sul mercato degli Eurobond. Il prestito obbligazionario - informa la società in una nota - ha una durata di 8 anni, paga una cedola annua del 4,250% e ha un prezzo di re-offer di 99,502%.
Secondo fonti vicine all'operazione il book è stato coperto ben 14 volte. La richiesta è stata fatta da oltre 700 investitori internazionali, soprattutto dal Regno Unito, Francia e Germania. Le banche coinvolte sono Credit Agricole, Hsbc, JP Morgan, Mps e Unicredit.
Le obbligazioni saranno quotate presso la Borsa di Lussemburgo. «L'operazione - informa una nota del gruppo - ha riscosso successo in Italia e all'estero, in un mercato ancora caratterizzato da elevata volatilità.
L'interesse da parte di un numero significativo di investitori istituzionali di elevata qualità è stato determinato dal merito di credito della Società e dall'eccellente reputazione di Eni».
04:48 Scritto in finanza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook |
Burocrazia a crescita zero e meno oneri per le Pmi
Il 2013 non passerà alla storia solo come l'anno del pareggio di bilancio. Insieme con il deficit sarà azzerata anche la crescita degli adempimenti burocratici prodotti da ogni singola amministrazione. La «norma-madre» del decreto che verrà varato oggi dal Consiglio dei ministri è fissata nell'articolo 3 e promette una svolta epocale nei rapporti di imprese e cittadini con la Pa. Si prevede che entro gennaio ogni amministrazione invii alla presidenza del Consiglio un «bilancio» dei nuovi atti introdotti e di quelli soppressi e, in caso di saldo positivo, il Governo adotta regolamenti propri per cancellare gli oneri in eccesso.
Sempre dal prossimo anno è prevista una drastica semplificazione delle procedure per l'esercizio dell'attività d'impresa o l'avvio di nuovi impianti produttivi: il Governo indicherà, sulla base della sperimentazione di procedure veloci adottate su convenzione con le associazioni datoriali nel corso di quest'anno, quali saranno gli atti fondamentali da produrre (Scia, semplice comunicazione, autorizzazione ambientale o autocertificazione) in ogni ambito di attività. E ancora, sempre in collaborazione con le organizzazioni d'impresa, si avvia un processo di razionalizzazione dei controlli che vengono periodicamente effettuati in azienda, con l'obiettivo di accorparli il più possibile per assicurare un calendario certo di visite. Inoltre le amministrazioni dovranno pubblicare sul proprio sito e sul portale www.impresainungiorno.gov.it la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese.
Ancora: dal gennaio 2013 sarà operativa la Banca dati nazionale dei contratti pubblici ove sarà raccolta tutta la documentazione necessaria per le imprese che lavorano con la Pa (appalti e gare di ogni genere), documentazione che sarà così a disposizione di tutte le amministrazioni (l'aggiornamento sarà tenuto dall'Autorità di vigilanza sui contratti e i lavori pubblici) assolvendo le imprese dall'onere di produrli a ripetizione. Per gli appalti arriva la responsabilità solidale tra datore di lavoro, appaltatore ed eventuali subappaltatori.
Accanto a semplificazioni procedurali il decreto, che è già stato ribattezzato «libera Italia», prevede poi tagli immediati. Viene eliminato, per esempio, l'obbligo di redazione del Documento programmatico per la sicurezza, ultima tappa di una semplificazione degli adempimenti in materia di privacy introdotti l'anno scorso. Per le piccole imprese arriva poi una semplificazione attesa da anni: l'autorizzazione unica ambientale, che le libera dall'obbligo di inviare comunicazioni e certificati di idoneità a diverse amministrazioni.
Per meglio lavorare con una Pa sempre più orientata alla digitalizzazione integrale le imprese che ancora non l'hanno fatto dovranno dotarsi, entro giugno, di un indirizzo di posta elettronica certificata, perchè sarà questo il canale di dialogo privilegiato con ogni ufficio le cui pratiche amministrative dovranno essere assicurate in tempi certi, altrimenti ci si potrà rivolgere a un dirigente responsabile con il quale concordare nuove scadenze.
Novità anche in materia di lavoro. Vengono rese più rapide le assunzioni di lavoratori extra-Ue per impieghi stagionali. Nel caso il datore di lavoro proponga il contratto a termine allo stesso dipendente che ha già lavorato con lui l'anno prima e poi è reimpatriato, questo lavoratore si vedrà riconosciuto entro venti giorni il rinnovo del permesso di soggiorno. Alle aziende coinvolte il programmi di ricerca è riconosciuta la facoltà di definire una società «capofila» che potrà rappresentare con voce unita tutte le altre nei rapporti con le Pa. Il decreto si completa, come anticipato ieri, con una serie di micro-semplificazioni per il commercio al minuto (dagli ambulanti ai panificatori agli autoriparatori) e con la proroga fino al maggio 2013 del credito d'imposta per le nuove assunzioni nelle imprese del Sud.
04:46 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: governo monti | OKNOtizie |
Facebook |
11/09/2011
Come sturare il lavandino della cucina
Imprevedibile e fastidioso: quando si ottura il lavandino della cucina, dobbiamo subito risolvere il problema e trovare la soluzione che possa farlo in modo duraturo. Sapone e piccoli residui dei nostri pasti possono creare una vera e propria poltiglia, che si deposita lungo il tubo di scarico. Con il passare del tempo si può quindi formare un tappo che impedisce all’acqua di defluire attraverso il buco di scarico e a quel punto dobbiamo intervenire. Non è necessario allarmarsi eccessivamente e ricorrere all’aiuto di un idraulico: possiamo infatti provvedere autonomamente. Ci sono diverse soluzioni che possiamo adottare, senza ricorrere ai prodotti chimici in commercio; se non riusciamo subito con un sistema, non disperiamoci, proviamo con un altro.
Tuttavia se il lavandino dovesse continuare a rimanere otturato, allora valutiamo la possibilità di chiamare il tecnico.
Necessario
- Una ventosa di gomma 12 cm
- Una sonda o molla da idraulico
- Soda caustica in granuli
- Una pentola
- Acqua
- Guanti da lavoro
1 PRIMO METODO: Andiamo da un ferramenta e compriamo una sonda o molla per idraulici, per una lunghezza di almeno 5 metri.
2 Tornati a casa, infiliamo la sonda dentro il buco di scarico e iniziamo a spingerla dentro il tubo. Quando raggiungiamo il punto di otturazione, giriamo la molla e proviamo a spingere oltre. Tiriamo su la molla.
3 Sulla punta della molla dovrebbe esserci il residuo del tappo che ottura il tubo. Ripuliamola e ripetiamo l’operazione un paio di volte.
4 Proviamo se lo scarico funziona, aprendo il rubinetto. Se l’acqua scorre abbiamo risolto il problema.
5 SECONDO METODO: Compriamo una ventosa di gomma dal diametro di circa 12 cm.
6 Riempiamo il lavandino di acqua fino a metà.
7 Poniamo la ventosa sul buco di scarico e iniziamo a fare pressione tirando su velocemente. Ripetiamo finché lo scarico si libera.
8 TERZO METODO: Prendiamo una pentola. Riempiamola di acqua e mettiamola bollire sul fuoco.
9 Indossiamo guanti da lavoro e versiamo circa 150 gr di soda caustica in granuli dentro il tubo di scarico.
10 Apriamo le finestre della cucina per far uscire i vapori tossici sprigionati della soda caustica a contatto con l’acqua bollente.
11 Quando l’acqua sta bollendo, togliamola da fuoco.
12 Tratteniamo una boccata d’aria per evitare di respirare i vapori tossici e velocemente versiamo l’acqua nel lavandino, cercando di mantenerci alla maggiore distanza possibile mentre facciamo questa operazione.
13 Usciamo dalla stanza e rientriamo dopo qualche minuto. Proviamo lo scarico. Se ancora l’acqua non defluisce ripetiamo l’operazione almeno un’altra volta.
20:03 Scritto in come fare | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook |
